Opere di eccezionale interesse storico-artistico

28 SETTEMBRE 2017  
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Giacomo Favretto

(Venezia 1849 - Venezia 1887)

EL DIFETO XE NEL MANEGO

olio su tela, cm 71x106,5

firmato in basso a destra

sul retro reca cartiglio con n. 415; sul retro del telaio reca cartigli dell'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano del 1881, della III Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia del 1899, della XVIII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia del 1932, con n. 5

 

Provenienza

Collezione senatore V.S. Breda, Ponte di Brenta

Collezione privata, Milano

Esposizioni

Esposizione Nazionale del 1881 in Milano, Milano 1881, n. 14

III Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia, Venezia 1899, n. 9

XVIII Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, Venezia 1932, n. 21

Bibliografia

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El difeto xe nel manego (disegno dell'autore), in "Milano e l'Esposizione Italiana", nn. 8-9, Milano 1881, p. 68

Pittura. Buon viaggio, dipinto a olio di G. Favretto di Venezia, in "L'Esposizione Italiana del 1881 in Milano", n. 18, Milano 1881, p. 142

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Giacomo Favretto. Venezia, fascino e seduzione, catalogo della mostra (Roma, Chiostro del Bramante, 23 aprile – 11 luglio 2010; Venezia, Museo Correr, 31 luglio – 21 novembre 2010) a cura di P. Serafini, Cinisello Balsamo 2010, pp. 21, 34 nota 135, 59-60, 71 note 22-23

 

"Anche nel 1881 Favretto partecipa alla rassegna milanese di Brera e presenta sei quadri. Oltre al già ricordato Alla benedizione, ci sono cinque nuove composizioni: Nell'oratorio, Nina, un acquerello molto apprezzato dagli artisti milanesi, Una riva a Venezia, Buon viaggio, dipinto che non ottiene grandi lodi, ma costituisce il prototipo di molte successive varianti sul tema, che ritroveremo a breve. Ma è El difeto xe nel manego il dipinto che ottiene grande successo di pubblico e di critica, viene a più riprese pubblicato sulla stampa dell'epoca e diverrà insieme a Il Sorcio il più conosciuto e popolare dell'artista. ("L'illustrazione Popolare Artistica dell'Esposizione di Venezia 1887" in occasione della morte del pittore farà dono agli abbonati di "un'elegante riproduzione cromolitografica montata in cartoncino di quel gioiello artistico di GIACOMO FAVRETTO che è: EL DEFETO XE NEL MANEGO")".

(Giacomo Favretto. Venezia, fascino e seduzione, catalogo della mostra a cura di P. Serafini, Cinisello Balsamo 2010, pp. 21, 34 nota 135)

E' con un senso di sacralità e rispetto, quello che si riserva solo ai grandi eventi, che ospitiamo nelle nostre sale e nel nostro catalogo l'opera El difeto xe nel manego del 1881 uno dei rari capolavori del maestro veneziano ancora in mano privata.

 

Il contesto in cui il dipinto è inserito, cioè la vendita dedicata alle Opere di eccezionale interesse storico-artistico, è già di per sé conferma dell'attenzione dedicata all'opera dagli osservatori preposti alla custodia del patrimonio italiano, che hanno così eliminato il rischio che un tale capolavoro lasciasse il nostro paese.

La rilevanza del dipinto è aumentata anche dalla rarità di opere dell'artista veneziano ancora in mano privata, dato che gran parte della sua produzione, notevole per qualità ed importanza, è custodita e visibile nei grandi musei italiani e stranieri. Potremmo anzi aggiungere che l'opera presentata in questa vendita è l'unico grande capolavoro di Favretto comparso in un'asta pubblica italiana o internazionale negli ultimi decenni.

E' quindi con grande piacere che condividiamo con voi il privilegio di ammirare questo capolavoro e ringraziamo Roberto Capitani senza il quale ciò non sarebbe stato possibile.

 

(...) Di un altro quadro, i visitatori leggono il titolo scritto sulla cornice, guardano e sorridono. È il dipinto El difeto xe nel manego. Due giovanotte robuste dalle forme alquanto procaci, han portato un ombrello da aggiustare ad un vecchio ombrellaio ambulante: e gli stanno davanti in tono un po' beffardo. Il vecchio, che le ha squadrate, apre l'ombrello, e voltandosi verso di loro, con un sorriso furbesco, dice loro: El difeto xe nel manego. Composizione briosa, trattata, come sempre, da maestro.

A quest'ultimo dipinto, che diverrà poi uno dei più famosi dell'intera produzione del Nostro, lo stesso giornale dedica un intero articolo: "Un tema che proponiamo ai critici d'arte è lo studio della stretta relazione che passa fra gli ingegni veneziani. Il medesimo sale condisce le arguzie di Goldoni, di Gallina, del Gozzi e di Favretto. Il nostro pittore è poeta comico è si vivace pennelleggiatore della vita. In quasi tutti i quadri Favretto questa nota comica scatta fuori: sia che ora ci mostri le donne spaurite che saltano sulle sedie per sfuggire il topolino, sia che ci trasporti fra le cartacce dell'antiquario di piazza, sia che unisca insieme l'umorismo e la serietà nel restauratore di quadri, dove si presentano due rovine, quella della tela e quella dell'uomo.

El difeto xe nel manego era il quadro che fermava maggiormente i visitatori dell'esposizione di Belle Arti: alla solita maniera ardita, al disegno come sempre svelto ed elegante, il colore biaccoso, ma giustamente intonato in mezzo a' contrasti; però questo quadro ha in più degli altri il motto, un pochino libero, ma che si fa perdonare in grazia della sua spontaneità. Il pittore scelse una giornata piovosa: tre ragazze han portato l'ombrello rotto dal vecchio rappezzatore, ridendo e cianciandolo. Esse erano andate là per dar la baja a lui, licenza ch'è propria della gioventù spensierata, ma il vecchio sa rispondere allo scherzo: e dopo aver esaminato l'ombrello colla gravità d'un medico che tocca il polso a un ammalato, sentenzia dov'è il difetto. E le ragazze son là, fra l'intendere e il non intendere, che vorrebbero fare le gnorri, ma a loro insaputa scoppia fuori la risata in coro"».

(Giacomo Favretto. Venezia, fascino e seduzione, catalogo della mostra a cura di P. Serafini, Cinisello Balsamo 2010, pp. 59-60)

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