Dipinti antichi

23 NOVEMBRE 2016
Asta, 0189
52

Stefano Tofanelli

Stima
22.000 / 25.000
Aggiudicazione:  Registrazione

Stefano Tofanelli

(Nave, Lucca 1752 – Lucca 1812)

SANSONE E DALILA

olio su tela, cm 135x107

al retro della cornice iscritto: "Quadro di Stefano Tofanelli Pittor Lucchese fatto in Roma l'Anno 1793"

 

Bibliografia

S. Rudolph, La pittura del 700 a Roma, Milano 1983, tav. 670.

R. Giovannelli, Tofanelli Morghen Leonardo, in “Labyrinthos” 25-26, 1994, pp. 201 e 223, nota 26.

G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, p. 173.

 

 

Il tema del dipinto qui offerto fu scelto da Stefano Tofanelli come occasione per “un gruppo di figure grandi in piccola tela e per far vedere la furberia delle donne, e le sciocchezze degli amanti che di loro si fidano”. Un tema di successo, apparentemente, se l’artista lucchese, allora all’apice della sua carriera romana dopo il suo intervento nella decorazione di Palazzo Altieri, lo replicò in due versioni e ne trasse un disegno destinato all’incisione. L’Elogio pubblico pronunciato da Cesare Lucchesi in occasione della morte del Tofanelli ricorda infatti il dipinto di tale soggetto presso la signora Camilla Orsetti di Lucca, verosimilmente la più antica versione qui offerta, e la replica conservata presso la sorella dell’artista insieme a una “storia di Giaele” che ben si legava a quella di Sansone per il tema legato alle “eroine” del Vecchio Testamento e la riflessione sulla loro pericolosità nei confronti del sesso maschile (R. Giovannelli, Per Stefano Tofanelli, in “Labyrinthos” 21-24, 1992-93, pp. 401 e 405, nota 15).

È probabile che a questo soggetto si riferisse l’artista in una lettera scritta da Roma al marchese Mansi il 6 aprile del 1793 parlando di un quadro e del disegno autografo, preparatorio per la sua riproduzione a stampa: la nostra composizione corrisponde infatti in ogni dettaglio al foglio (matita nera, mm. 448x335) conservato all’Albertina di Vienna (inv. 1440; V. Birke – J. Kertész, Die Italienischen Zeichnungen der Albertina. Generalverzeichnis, II, Wien 1994, SR 1616; A. Cera, Disegni acquarelli tempere di artisti italiani dal 1770 ca. al 1830 ca., Bologna 2002, II, Tofanelli, fig. 2).

Se ne conosce l’incisione trattane da Giuseppe Lazzarini, che la dedica a Sua Maestà Carlo Lodovico di Borbone, Infante di Spagna e Duca di Lucca consente di datare dopo il 1824, quando Stefano Tofanelli era ormai scomparso da oltre un decennio.