Dipinti antichi

23 NOVEMBRE 2016
Asta, 0189
35

Francesco Solimena

Stima
45.000 / 65.000
Aggiudicazione:  Registrazione

Francesco Solimena

(Canale di Serino 1657 - Barra 1747)

LA PIETÀ E LA SPERANZA

olio su tela, cm 127x181

firmato in basso a sinistra "Fran.cus Solimena"

 

Provenienza

Sotheby's, Londra, 11 luglio 1979, lotto 330

 

Bibliografia

N. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento. Dal Barocco al Rococò, Napoli 1988, p. 118, n. 54 e p. 213, fig. 62

 

Custodito da oltre trent’anni in una raccolta privata italiana, l'imponente dipinto qui offerto è stato pubblicato da Nicola Spinosa nella sua fondamentale ricognizione della pittura napoletana del Settecento, ma non è stato in realtà oggetto di studi più specifici in grado di documentarne l'antica provenienza e l’eventuale appartenenza ad un più ampio contesto.

Nel presentarlo a seguito del passaggio sul mercato antiquario inglese, Spinosa suggeriva trattarsi del "modello" per una possibile decorazione a fresco di evidente collocazione ecclesiastica, considerato il soggetto, non ricordata però da fonti o documenti. È probabile che le nostre figure femminili, personificazioni della Speranza e della Pietà (quest'ultima, decisamente infrequente, è riconoscibile grazie alla stretta adesione dei suoi attributi e colori alle indicazioni dell'Iconologia di Cesare Ripa) si accompagnassero almeno alle Virtù teologali, Fede e Carità, ed eventualmente alle quattro Virtù cardinali per comporre insieme un ciclo di otto figure divise in quattro campi: una soluzione proposta da Francesco Solimena nelle chiese napoletane di San Paolo Maggiore e del Gesù Nuovo fra la fine del nono decennio del Seicento e l’inizio degli anni Novanta e di cui anche il bozzetto con le sante Caterina e Cecilia qui riprodotto per confronto può darci un’idea per quanto riguarda la realizzazione finale.

La datazione proposta da Spinosa rimanda invece alla fine degli anni Venti del Settecento, in contiguità con gli affreschi eseguiti dal Solimena fra il 1727 e il 1730 nella cappella di San Filippo nella chiesa dei Gerolamini, dove le figure di santi nei peducci degli archi mostrano una ricerca di grandiosità accentuata dal colore a macchia molto vicina in effetti alle nostre Virtù.

Pur nella relativa sommarietà del "modello di presentazione" (nobilitato però dalla firma del pittore) le nostre figure femminili, che un opportuno restauro ricondurrà alla vivacità originaria, mostrano quella ricerca di monumentalità e rigore compositivo che segna l’impegno classicista di Francesco Solimena tra terzo e quarto decennio del Settecento, a partire dalla pala dell’Assunta nel duomo di Capua di cui, in questo catalogo, presentiamo la sofisticata rilettura di Francesco De Mura.