Dipinti antichi

23 NOVEMBRE 2016
Asta, 0189
47

λ

Maestro anversese, 1590-1600 ca.

IL TRIONFO DI DAVID

olio su tavola, cm 254x121

tracce di firma nell’angolo inferiore destro: "Ruf (...)l"

 

Bibliografia di riferimento

A. Baroni Vannucci, Jan van der Straet detto Giovanni Stradano, flandrus pictor et inventor, Milano 1997, p. 406, n. 702/7;

M. Leesberg (a cura di), The New Hollstein Dutch & Flemish Etchings, Engravings and Woodcuts 1450-1700. Johannes Stradanus, Ouderkerk aan den IJssel 2008, vol. 1, n. 140.

Il disegno preparatorio per la stampa si trova alla Biblioteca Reale Albert I di Bruxelles, inv. n. S IV 37872.

 

Dopo la vittoria su Golia, Davide fece il suo ingresso in Gerusalemme, portando la testa del gigante come trofeo. Tale momento costituisce il soggetto del dipinto in esame, in cui il giovane eroe, in compagnia di Saul, viene accolto da una folta schiera di donne. Nello specifico la scena dipinta s’ispira al passo biblico I Samuele 18, versetti 6-7: "E avvenne che al loro entrare, quando Davide tornò dall’aver abbattuto i filistei, le donne uscivano da tutte le città d’Israele con canto e danze incontro a Saul il re, con tamburelli, con allegrezza e con liuti…".

L'imponente quadro, eseguito su tavola, è particolarmente ambizioso per quanto riguarda le dimensioni e la ricchezza dei materiali usati. Esso porta tutte le caratteristiche di un’opera realizzata ad Anversa sul finire del Cinquecento. Il supporto è costituito da cinque assi di legno di quercia, la qualità di legno preferito dai maestri di Anversa. Tipicamente fiamminghe sono pure la ricca tavolozza e la definizione dei volti con tocco leggero e trasparente. L’indagine riflettografica del dipinto (2013) ha evidenziato un impianto grafico assai accurato, eseguito sia a carboncino che a pennello. Tale disegno sottostante sta a dimostrare la particolare cura con la quale è stato realizzato il dipinto. Per la parte centrale della composizione, in cui figurano decine di personaggi, è possibile indicare una fonte precisa; essa trae ispirazione da un disegno di Giovanni Stradano (Bruges 1623 - Firenze 1605), tradotto in stampa da Adriaen Collaert (Anversa ca. 1560 - 1618) intorno al 1590.

Lo Stradano originario di Bruges, trascorse quasi tutta la sua carriera nella Firenze granducale. Le prime commissioni importanti gli furono affidate da Cosimo I de' Medici intorno al 1555. A partire dal 1578 Giovanni Stradano mantenne stretti contatti con Philips Galle, editore di Anversa, fornendogli numerosi disegni di gusto prettamente manieristico (Baroni Vannucci 1997, p. 64).

L’incisione di Adriaen Collaert raffigurante L'ingresso di Davide in Gerusalemme fa parte di una serie di stampe intitolata Encomium Musices, in cui storie tratte dal vecchio e dal Nuovo Testamento si susseguono per metter in evidenza lo straordinario potere della musica (per la serie di stampe e la sua datazione esatta vedasi Leesberg 2008, vol. 1, pp. 198-213, nn. 135-151 (con bibliografia).

L'autore della tavola qui esaminata ha ingrandito la composizione su ambedue i lati. Sia la parte sinistra con gli alberi verdeggianti, come anche la parte destra con i due soldati in conversazione e il gruppo di cavalieri dietro, sono da considerare aggiunte di propria invenzione. Per la figura femminile in primo piano che regge un tamburello il pittore ha fatto ricorso ad un'altra incisione dell’Encomium Musices, e cioè la stampa raffigurante Il canto di Mosè e Miriam nei presso del mar Rosso (Esodo 15:1-21) con, sulla destra, una suonatrice in atteggiamento simile (Baroni Vannucci 1997, p. 405, n. 702/5; Leesberg 2008, n. 137).

Il rapporto con le due incisioni permette di circoscrivere la data di esecuzione della tavola tra il 1590 e il 1600 circa. Il dipinto è di grande effetto, grazie alle dimensioni, il numero delle figure, la sontuosità dei colori e l’ampia applicazione d'oro. È da evidenziare pure la ricca elaborazione dei vestiti più lussuosi. Accentuando la festosità della scena, il pittore ha messo il valore didattico della narrazione biblica in secondo piano, evocando con i propri mezzi artistici l’allegria dei canti e dei suoni.

 

  Prof. Dr. Gert Jan van der Sman

Stima
20.000 / 30.000
Aggiudicazione:  Registrazione

λ

Maestro anversese, 1590-1600 ca.

IL TRIONFO DI DAVID

olio su tavola, cm 254x121

tracce di firma nell’angolo inferiore destro: "Ruf (...)l"

 

Bibliografia di riferimento

A. Baroni Vannucci, Jan van der Straet detto Giovanni Stradano, flandrus pictor et inventor, Milano 1997, p. 406, n. 702/7;

M. Leesberg (a cura di), The New Hollstein Dutch & Flemish Etchings, Engravings and Woodcuts 1450-1700. Johannes Stradanus, Ouderkerk aan den IJssel 2008, vol. 1, n. 140.

Il disegno preparatorio per la stampa si trova alla Biblioteca Reale Albert I di Bruxelles, inv. n. S IV 37872.

 

Dopo la vittoria su Golia, Davide fece il suo ingresso in Gerusalemme, portando la testa del gigante come trofeo. Tale momento costituisce il soggetto del dipinto in esame, in cui il giovane eroe, in compagnia di Saul, viene accolto da una folta schiera di donne. Nello specifico la scena dipinta s’ispira al passo biblico I Samuele 18, versetti 6-7: "E avvenne che al loro entrare, quando Davide tornò dall’aver abbattuto i filistei, le donne uscivano da tutte le città d’Israele con canto e danze incontro a Saul il re, con tamburelli, con allegrezza e con liuti…".

L'imponente quadro, eseguito su tavola, è particolarmente ambizioso per quanto riguarda le dimensioni e la ricchezza dei materiali usati. Esso porta tutte le caratteristiche di un’opera realizzata ad Anversa sul finire del Cinquecento. Il supporto è costituito da cinque assi di legno di quercia, la qualità di legno preferito dai maestri di Anversa. Tipicamente fiamminghe sono pure la ricca tavolozza e la definizione dei volti con tocco leggero e trasparente. L’indagine riflettografica del dipinto (2013) ha evidenziato un impianto grafico assai accurato, eseguito sia a carboncino che a pennello. Tale disegno sottostante sta a dimostrare la particolare cura con la quale è stato realizzato il dipinto. Per la parte centrale della composizione, in cui figurano decine di personaggi, è possibile indicare una fonte precisa; essa trae ispirazione da un disegno di Giovanni Stradano (Bruges 1623 - Firenze 1605), tradotto in stampa da Adriaen Collaert (Anversa ca. 1560 - 1618) intorno al 1590.

Lo Stradano originario di Bruges, trascorse quasi tutta la sua carriera nella Firenze granducale. Le prime commissioni importanti gli furono affidate da Cosimo I de' Medici intorno al 1555. A partire dal 1578 Giovanni Stradano mantenne stretti contatti con Philips Galle, editore di Anversa, fornendogli numerosi disegni di gusto prettamente manieristico (Baroni Vannucci 1997, p. 64).

L’incisione di Adriaen Collaert raffigurante L'ingresso di Davide in Gerusalemme fa parte di una serie di stampe intitolata Encomium Musices, in cui storie tratte dal vecchio e dal Nuovo Testamento si susseguono per metter in evidenza lo straordinario potere della musica (per la serie di stampe e la sua datazione esatta vedasi Leesberg 2008, vol. 1, pp. 198-213, nn. 135-151 (con bibliografia).

L'autore della tavola qui esaminata ha ingrandito la composizione su ambedue i lati. Sia la parte sinistra con gli alberi verdeggianti, come anche la parte destra con i due soldati in conversazione e il gruppo di cavalieri dietro, sono da considerare aggiunte di propria invenzione. Per la figura femminile in primo piano che regge un tamburello il pittore ha fatto ricorso ad un'altra incisione dell’Encomium Musices, e cioè la stampa raffigurante Il canto di Mosè e Miriam nei presso del mar Rosso (Esodo 15:1-21) con, sulla destra, una suonatrice in atteggiamento simile (Baroni Vannucci 1997, p. 405, n. 702/5; Leesberg 2008, n. 137).

Il rapporto con le due incisioni permette di circoscrivere la data di esecuzione della tavola tra il 1590 e il 1600 circa. Il dipinto è di grande effetto, grazie alle dimensioni, il numero delle figure, la sontuosità dei colori e l’ampia applicazione d'oro. È da evidenziare pure la ricca elaborazione dei vestiti più lussuosi. Accentuando la festosità della scena, il pittore ha messo il valore didattico della narrazione biblica in secondo piano, evocando con i propri mezzi artistici l’allegria dei canti e dei suoni.

 

  Prof. Dr. Gert Jan van der Sman