Importanti Maioliche Rinascimentali

9 NOVEMBRE 2016  
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ORCIOLO

AREA FIORENTINA, PRIMA METÀ SECOLO XV

Maiolica, corpo ceramico di colore camoscio chiaro; smalto color crema opaco, che si estende anche all’interno del contenitore e sotto il piede. Decoro “a zaffera” in blu di cobalto e piombo, abbastanza rilevato, unito a tratti sottili di bruno di manganese piuttosto diluito.

Alt. cm 24,6, diam. bocca cm 13,5, diam. piede cm 12,7.

Sotto le anse marca ad asterisco arricchita da punti blu.

 

Bibliografia

G. Conti, A. Alinari, F. Berti, M. Lucarelli, C. Ravanelli Guidotti, R. Luzi, Zaffera et similia nella maiolica italiana, Viterbo 1991, p. 62 n. 4;

M. Marini, Passione e Collezione. Maioliche e ceramiche toscane dal XIV al XVIII secolo, catalogo della mostra, Firenze 2014, pp. 52-54 n. 21

 

L’orciolo ha corpo globoso che si assottiglia verso il piede, che si presenta basso e con base piana. Il collo, cilindrico, è breve e termina in un orlo arrotondato appena estroflesso. Dalla spalla fino alla parte più esterna del corpo si allargano due brevi anse a nastro con piega ortogonale.

Il collo è decorato da una fila di “bacche” in blu con tratti in bruno di manganese, e, sull’unica ansa originale, un serto ondulato circonda lo stesso motivo decorativo. Al centro il corpo accoglie un decoro che ripete parallelamente il motivo del “vaio” o “a lambelli”, così definito dal fatto che la serie di gocce parallele ricorda le pellicce araldiche, il vaio appunto (1). Nella schedatura dell’opera a cura di Marino Marino (2) che l’ha recentemente pubblicata è ben spiegato come questo tipo di decoro fosse molto diffuso nella prima metà secolo: si ritrova infatti, con varianti, in esemplari presenti a Faenza (3) e a Siena (4). 

È importante notare la distribuzione del decoro, che si svolge su tutta la superficie, mentre di solito un siffatto ornato è limitato all’area accanto alle anse o al collo dell’oggetto: si vedano a proposito i boccali viterbesi recentemente passati in asta in questa sede (5).

La marca apposta sotto l’ansa che corrisponde alla classificazione che ne ha dato il Cora negli anni settanta è riferita a una bottega che partecipa alla fornitura della grande Speziera dello Spedale di Santa Maria Nuova a Firenze nel corso del XV secolo. La Speziera, organizzata da Michele di Fruosino, aveva impegnato nella fornitura i vasai Maso e Miniato di Domenico e Giunta di Tugio.

Va comunque detto che a tutt’oggi non vi è ancora certezza su una corretta associazione tra i materiali ritrovati e la documentazione archivistica che li assocerebbe ai vasai sopracitati (6).

 

 

 1 MOORE VALERI 1984, pp. 486-487;

 2 MARINI 2014, p. 52 n. 21;

 3 GELICHI 1992, p. 147 n. 107;

 4 FRANCOVICH 1989, pp. 32-33 n. 7;

 5 PANDOLFINI 2015, pp. 24-31 nn. 3-4;

 6 MARINI 2014, pp. 14-16.

 

 

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