Importanti Maioliche Rinascimentali

9 NOVEMBRE 2016  
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BOCCALE

MONTELUPO (BACCHERETO), PRIMO TERZO SECOLO XV

Maiolica, corpo ceramico color beige chiaro, smalto color bianco-grigio di buona consistenza, abbastanza lucente con qualche inclusione, steso in uno strato spesso; l’interno non presenta smaltatura, ma una semplice invetriatura. Il decoro in “zaffera blu e verde” è realizzato con ossido di cobalto, piombo e verde ramina con effetto rilevato, con alcuni tocchi di bruno di manganese piuttosto diluito con colature.

Alt. cm 24,2, diam. piede cm 9,8.

 

Provenienza

Collezione Strozzi Sacrati, Firenze (Pandolfini, 18-21 aprile 1989, lotto 681);

Collezione privata, Firenze

 

Bibliografia

G. Cora, Storia della maiolica di Firenze e del contado. Secoli XIV e XV, Firenze 1973, tav. 41a;

G. Conti, A. Alinari, F. Berti, M. Lucarelli, C. Ravanelli Guidotti, R. Luzi, Zaffera et similia nella maiolica italiana, Viterbo 1991, p. 86 n. 26;

F. Berti, Storia della ceramica di Montelupo, Vol. I, Montelupo Fiorentino 1997, p. 235 tav. 35;

F. Berti, Capolavori della maiolica rinascimentale. Montelupo “fabbrica” di Firenze 1400-1630, cat. della mostra, Firenze 2002, pp. 64-65 n. 5;

F. Berti, Figura, spazio, colore: origini e sviluppo del linguaggio figurativo nella maiolica di Montelupo, in C. Ravanelli Guidotti, Maioliche figurate di Montelupo, Firenze 2012, p. 24 fig. 16;

M. Marini, Passione e Collezione. Maioliche e ceramiche toscane dal XIV al XVIII secolo, catalogo della mostra, Firenze 2014, pp. 64-65 n. 27.

 

Il contenitore ha un’imboccatura con beccuccio trilobato dal profilo marcato. Il collo leggermente troncoconico si allarga in un corpo dalla forma piriforme con pancia rigonfia che scende fino a formare un piede basso, a disco, con orlo arrotondato e base piana, privo di smalto. Nella parte posteriore, appena al di sotto dell’imboccatura, si scorge un’ansa a nastro, che arriva fino al di sotto della massima espansione del vaso.

Sul fronte il decoro principale mostra un giovane visto di profilo, con lunghi capelli, disegnato in manganese. La veste è ampia e realizzata con tocchi di verde rame a riempire le campiture delineate anch’esse in manganese, mentre al centro risalta un tocco di blu. Tutto intorno un decoro fitto di bacche e di foglie dal contorno frastagliato.

È questo un raro esempio della produzione a “zaffera tricolore”, tipica della zona del bacino dell’Arno tra Firenze e Pistoia, con esempi a Livorno e addirittura in Liguria (1), che vanta un importante confronto nel boccale con cane corrente del Museo del Bargello (2).

Fausto Berti, data la stretta vicinanza con un boccale del Museo di Montelupo, iconograficamente assai simile, ha ipotizzato per quest’opera una produzione montelupina (3).

 

 

 1 Per un elenco puntuale dei centri in cui si sono ritrovati frammenti analoghi si veda MARINI 2014, p. 64;

 2 CONTI et alii 1991, p. 87 n. 27;

 3 BERTI 2002, p. 64.

 

Stima   8.000 / 12.000
Aggiudicazione:  Registrazione

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