Arte Orientale e Reperti Archeologici

16 MAGGIO 2012  
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Intaglio in giada nefrite bianca, Cina, inizi XIX secolo, di forma oblunga, decorato nella porzione superiore con il volto di Bodhidharma (V-VI sec.), il patriarca buddhista di origine indiana che trasmise alla Cina la pratica meditativa nota come Chan. Il volto del monaco, intagliato a rilievo, presenta i tratti somatici molto accentuati, che dovrebbero ricordare le fattezze non cinesi del patriarca (era infatti noto in Cina come il barbaro dagli occhi blu): il cranio calvo e fortemente pronunciato, folte sopracciglia, ciocche della lunga barba ai lati del volto, sporgenza al centro della fronte a indicare lo sviluppo del terzo occhio grazie alle tecniche meditative Chan, bulbi oculari sporgenti con le pupille scavate, a ricordare il temperamento irascibile che, secondo la tradizione, caratterizzava Bodhidharma. La giada, di colore bianco-latte uniforme assolutamente priva di inclusioni e impurità deriva probabilmente dalla regione centro-asiatica di Khotan, rinomata fonte per lapprovvigionamento di una delle varietà di giada più apprezzata in Cina, lung. cm 8
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