90 ANNI DI ASTE: CAPOLAVORI DA COLLEZIONI ITALIANE

28 OTTOBRE 2014
Asta, 0024
24

Medardo Rosso

Stima
50.000 / 80.000
Aggiudicazione:  Registrazione

Medardo Rosso

(Torino 1858 - Milano 1928)

AETAS AUREA, 1886-1889

bronzo patinato, alt. cm 40,2

su base originale in marmo rosso, alt. cm 9

Sul retro della base, nell'angolo a destra in alto, è incollata un'antica etichetta sbiadita e un tempo rossa, sulla quale si legge: "allegato/N... [non leggibile]". Restano nell'interno alcuni lacerti di etichette, forse relativi ad un'esposizione.               

siglato in basso a destra

L'opera è corredata certificato di libera circolazione

 

bronze, height cm 40.2,

on its original red marble base, height cm 9

On the back of the base, on the top right corner, old faded label, once red, where is written: "allegato/N... [illegible]". On the

label there are some other paper fragments, that may be referable to an exhibition.

signed lower right

An export licence is available for this lot

 

Provenienza

collezione privata

Bibliografia

l'esemplare è inedito

 

Per una bibliografia dell'opera nella serie delle varianti in bronzo e cera e fotografia, per la datazione del primo esemplare al 1886, per i diversi titoli e la storia dell’opera si veda P. Mola, I. L'opera e la serie, in P. Mola, F. Vittucci, Medardo Rosso. Catalogo ragionato della scultura, Skira, Milano 2990, pp. 98-103; per gli esemplari in bronzo, gesso e cera documentati dalle fonti, si veda F. Vittucci, ivi, II. Catalogo delle sculture documentate, pp. 256-259; per gli esemplari non documentati dalle fonti si veda P. Mola, ivi, III. Per un catalogo delle sculture non documentate, p. 352; per le fusioni del figlio di Rosso, Francesco, collocate in istituzioni pubbliche, si veda P. Mola, ivi, IV. le fusioni di Francesco Rosso, p. 362.

 

Medardo Rosso nasce a Torino nel 1858; in giovane età si trasferisce con la famiglia a Milano, dove entra in contatto con l’ambiente della Scapigliatura.

Scultore dalla personalità originale, autore di opere che colpiscono e ammaliano a prima vista, sculture dalle forme sfumate, quasi incerte se uscire dalla materia in cui sono plasmate.

Sin dal 1883 applica ai suoi lavori un verismo artistico, dove si percepisce l'affinità con i grandi della Scapigliatura quali Ranzoni (1843–1889), Grandi (1843–1894), Cremona (1837–1878), sia pure con una ricchezza di contenuto umano, nelle osservazioni degli anonimi protagonisti del mondo proletario nella loro quotidianità, che fanno del Rosso un artista "Eccezzionale", con l’abbandono di ogni monumentalità e ogni effetto statuario, eliminando i contorni; in sostanza applica in scultura le teorie degli impressionisti, che conosce per la prima volta nel 1884, quando si reca a Parigi dove lavora da J. Dalou (1838–1902) ed entra in rapporti con Rodin (1840–1917) e Degas (1834–1917).

Se la Scapigliatura lo indusse a studiare gli aspetti contrastanti e fuggevoli della luce, la scoperta dell'impressionismo lo spinse a trasferire i principi teorici di questa corrente artistica alla sue sculture. Nella scelta tematica dei soggetti si disinteressa completamente dal realizzare opere di carattere celebrativo retorico.

Il suo fu un instancabile lavoro di ricerca e il plasticismo del suo operato è il risultato di una continua osmosi con lo spazio, l'aria e la luce.

Al ritorno dal primo viaggio a Parigi esegue alcune sculture, fra le quali L'Età dell'Oro, opera fra le sue più famose, conosciuta anche con i titoli Il Bacio e Maternità, nella quale i volti della moglie e del figlioletto sembrano quasi essere indistinguibili l'uno dall'altro, tramite un abile gioco di contorni e ombre.

L'estrema qualità della scultura qui presentata ci appare, caduta ogni traccia di episodismo verista, come una felice anticipazione della notevole influenza che l’artista ha su Umberto Boccioni (1882 – 1916), che nel suo Manifesto Tecnico della scultura futurista (1914) afferma che il Rosso è "il solo grande scultore moderno".

 

"Dall'analisi dell'opera dal vivo, dai documenti e materiali conservati all’Archivio del Museo Rosso di Barzio e dal confronto con il modello originale in gesso (Catalogo ragionato..., cit., t. 13', p. 256) se rileva quanto segue.

- La forma di questo esemplare corrisponde pienamente a quella del modello originale in gesso per le fusioni.

- Il modellato dell’opera ha la qualità formale e la maestria di Rosso.

- Il bronzo ha tutte le caratteristiche di sprezzatura, immediatezza di segno e ricchezza chiaroscurale proprie delle fusioni originali di Rosso.

- La patinatura opaca e di particolare complessità cromatica, corrisponde ai modi delle patinature originali di Rosso.

- Il sistema d'aggancio del bronzo alla base corrisponde alle modalità di Rosso. La pesante base in marmo è originale e tipica del periodo milanese, prima della partenza per Parigi nel 1889.

- Proprio della poetica di Rosso è il senso di sospensione e leggerezza della scultura sulla base qui già accennato nell’appoggio del bronzo su due soli punti, e nelle versioni successive elaborato e accentuato con la sospensione

dell'opera sull'unico punto d’appoggio del braccio della madre.

- La firma "MR" è originale di Rosso e riconducibile alla grafia del periodo milanese.

Conclusioni

Per quanto sopra esposto, ed altre meno sensibili ma non meno significative ragioni, questo bronzo si rivela una fusione originale, personalmente seguite e patinata da Rosso da ascrivere agli anni milanesi tra il 1886 e il 1889.

Lo stato di conservazione è buono: si raccomanda di non intervenire sulla patinatura del metallo e di non esporre l'opera in ambiente umido. Questo bronzo viene acquisito al Catalogo Generale dell’opera autentica di Medardo Rosso conservato presso l'Archivio del Museo Rosso, quale aggiornamento del Catalogo ragionato pubblicato nel 2009."

Paola Mola

Milano, 15 maggio 2014